SVOLTA è la parola che meglio racconta la mia esperienza all’interno del progetto Disegni di Svolta, promosso da Fondazione Onda ETS per il contrasto alla violenza di genere.
Quando si parla di violenza, il racconto pubblico si concentra spesso – giustamente – sulle donne ferite, sul dolore, sulle cicatrici visibili e invisibili lasciate dagli abusi. Immagini e parole necessarie, ma che rischiano di rimanere statiche, mute, cariche di sofferenza, lasciando chi osserva in una posizione passiva.
Disegni di Svolta introduce invece un cambio di prospettiva, di significativo: accanto alla narrazione della violenza, pone al centro il tema della reazione.
Una domanda semplice e allo stesso tempo scomoda: perché, di fronte a una violenza – anche verbale, sottile, quotidiana, nei contesti di lavoro o negli spazi pubblici – ho taciuto invece di reagire?

Il progetto invita a riflettere su una responsabilità corale, che non riguarda solo chi subisce la violenza, ma anche chi la vede, la sente, la intuisce e sceglie (o non riesce) di prendere posizione. In questa cornice, anche il silenzio viene riconosciuto come una forma di reazione: non per colpevolizzare, ma per educare, ampliare la consapevolezza e aprire possibilità di cambiamento.
Ho partecipato al progetto come psicologa e come membro della giuria, incontrando il lavoro di tant* giovani creativ, student, illustratori e illustratrici che hanno accettato la sfida di tradurre in immagini emozioni spesso inespresse: rabbia, impotenza, paura, ma anche desiderio di giustizia, di parola, di svolta. La loro creatività ha dato forma a vissuti personali e collettivi, generando immagini capaci di interrogare, muovere, attivare.
In collaborazione con Illustration Ladies Milano, ho inoltre preso parte a una serata creativa in presenza, durante la quale i partecipanti e le partecipanti sono stati invitati a realizzare totem: oggetti evocativi e metaforici intrecciati alle proprie storie personali. In quel contesto, il dialogo e la condivisione hanno trasformato il gesto creativo in uno spazio di parola, ascolto e riflessione, innescando una vera e propria svolta simbolica verso un futuro più equo.

Un elemento che considero particolarmente significativo è che l’opera vincitrice del concorso sia stata realizzata da un ragazzo: un segnale potente di come il contrasto alla violenza di genere non possa che essere un impegno condiviso, trasversale, collettivo.
I disegni vincitori sono stati esposti in una mostra presso l’Università Statale di Milano, dal 25 novembre al 5 dicembre 2025, in uno spazio pubblico e istituzionale, contribuendo a portare queste immagini – e le domande che generano – fuori dai circuiti specialistici e dentro il tessuto vivo della comunità.
Per me, Disegni di Svolta è stato un progetto di grande valore umano e professionale: un’esperienza che unisce creatività, educazione e responsabilità sociale, dimostrando come l’arte possa diventare uno strumento concreto di sensibilizzazione e cambiamento culturale.
Ogni disegno è una possibile svolta. E, a volte, la svolta comincia proprio da una reazione che trova finalmente spazio.




