Aspettiamo le vacanze estive per mesi e finiamo per
sovraccaricarle di tantissime aspettative.
Vorremmo che fossero il tempo del riposo, della leggerezza, delle relazioni e delle
esperienze che durante l’anno rimandiamo. Ma anche l’occasione per recuperare
energie, ritrovare tempo per noi e, soprattutto, stare bene.
Nella pratica? Due o tre settimane chiamate a risarcire undici mesi.
Perché chiediamo tanto alle vacanze?
Nell’immaginario la vacanza rappresenta una pausa dalla quotidianità: un
tempo diverso, libero da scadenze, impegni e ritmi abituali.
Dobbiamo riposarci , ma anche sfruttare ogni giornata. Vedere posti nuovi senza
stancarsi troppo. Trascorrere tempo con la famiglia, ritrovare l’intimità di coppia,
dedicarci ai figli, vedere gli amici e prendersi cura di sé. E naturalmente
dovremmo essere felici. La vacanza deve “funzionare”: regalarci emozioni, produrre
ricordi, farci sentire bene.
Persino il riposo viene organizzato tra luoghi da vedere, ristoranti prenotati ed
esperienze da non perdere.
E una giornata senza programmi può lasciare la sensazione di stare
sprecando tempo.” Come se anche il tempo libero dovesse essere messo a frutto.
Il tempo perduto si può davvero recuperare?
Durante l’anno rimandiamo conversazioni, desideri e piccoli piaceri.
«Appena avrò più tempo» accompagna molte delle nostre intenzioni: una telefonata,
un amico da rivedere, un libro lasciato sul comodino, più
tempo da condividere con chi amiamo.
Le vacanze diventano così anche il tempo del recupero della vicinanza nella coppia,
del tempo con i figli e della cura di sé.
Ma il tempo non sempre si recupera concentrandolo.
Una relazione trascurata per mesi non ritrova automaticamente feeling davanti a un
tramonto. La stanchezza accumulata non scompare dopo qualche notte di sonno. E
trascorrere molte ore insieme può rendere più evidenti distanze e tensioni che la
quotidianità aveva lasciato sullo sfondo.
Il mare cambia il panorama. Non sempre cambia ciò che portiamo con noi.
L’ansia di stare bene
Alle vacanze associamo anche l’attesa di stare bene.
Abbiamo desiderato quel viaggio, organizzato ogni dettaglio, contato i giorni. Quando
ciò che viviamo non coincide con ciò che avevamo immaginato, la delusione può
essere più intensa.
Un imprevisto, il tempo brutto, un figlio annoiato, il partner meno entusiasta del
previsto. E a volte iniziamo a interrogarci: perché non mi sto divertendo? non riesco a rilassarmi? continuo a pensare al lavoro?
Il piacere rischia di diventare un altro compito e la vacanza una prova della nostra
capacità di essere felici.
Possiamo chiedere un po’ meno alle vacanze?
Forse sì.
Non devono restituirci il tempo perduto, risolvere ciò che non funziona, cancellare
mesi di stanchezza o regalarci necessariamente giorni perfetti.
Possono offrirci un tempo diverso, lasciando spazio anche a ciò che non avevamo
programmato, ad un momento che non diventerà una fotografia memorabile.
Vacanze più leggere: 10 cose da provare
- Abbassa l’asticella. Scegli una sola cosa che vorresti davvero da questa
vacanza. Il resto è un di più. - Lascia un buco in agenda. Mezza giornata senza prenotazioni, programmi o
«dobbiamo assolutamente». E guarda cosa succede. - Fai un check della stanchezza. Chiediti: da 1 a 10, quanto sono stanco? Se la
risposta supera 7, forse non ti serve un’escursione. Ti serve dormire. - Fate un programma a testa. Se viaggi in coppia, in famiglia o con amici,
ognuno scelga qualcosa. Evitate il referendum su ogni decisione. - Non trasformare le ferie di agosto nel pronto soccorso della tua vita. Non
devi recuperare in tre settimane amici, libri, sport, sesso, sonno e felicità arretrata. - Cambia idea senza giustificarti. Avevi prenotato, promesso, programmato? Se
puoi cambiare, cambia. Una vacanza non è un piano industriale. - Metti via il telefono per un’ora. Non in modalità silenziosa, non capovolto sul
tavolo. Via. Un’ora vera. - Ogni sera scegli una cosa bella. Piccola, persino insignificante. Una granita,
una risata, il vento, una frase. È un buon allenamento per l’attenzione. - Concediti una giornata storta. Niente operazioni di salvataggio dell’umore. A
volte passa prima se smettiamo di pretendere che passi subito. - Porta a casa una cosa sola. Non un souvenir: un’abitudine, un ritmo, uno
spazio. Qualcosa che renda settembre un po’ meno lontano da come sei stato in
vacanza.



